venerdì 28 dicembre 2012

Notizie e foto del mese di dicembre 2012



 Il 12 dicembre è stata inaugurata la nuova sede della Fondazione JPA (la fondazione Giustizia e Pace si Abbraccerranno, che organizza i progetti sociali della Fondazione). Speriamo di riuscire a portare avanti anche l’anno prossimo, con l’aiuto di tanti amici, associazioni e parrocchie, dell’Italia e del Brasile, i numerosi progetti sociali di cui anche quest’anno 2012 hanno beneficiato centinaia di persone: il progetto di rinforzo scolastico per i bambini, il progetto sportivo e la Capoeira, i Corsi Professionali e la formazione per panettieri, l’assistenza e la formazione alle mamme in attesa, l’assistenza personalizzata alle situazioni di maggiore povertá, …

 Proseguono lentamente i lavori delle due nuove chiese: la chiesa di Gesú Misericordioso ha giá terminato le fondamenta e nei prossimi mesi si dovrebbe riuscire a costruire almeno i muri (tutto con lavoro volontario). L’altra chiesa per ora ha solo il terreno con il muro di cinta. 







I giovani si stanno inventando di tutto per raccogliere un po’ di soldi e pagare il viaggio fino a Rio de Janeiro per partecipare in luglio alla Giornata Mondiale della Gioventú: l’ultima iniziativa è stata una sfilata di moda di vestiti usati con relative vendite.
 


martedì 25 dicembre 2012

LETTERE DI NATALE DEI MISSIONARI: Padre Orazio

Ecco di seguito la lettera di Padre Orazio Bellomi:



Cidade Olimpica 15.12.2012
Dal libro del profeta Sofonia (3,14...)
            “Gioisci, città di Sion, rallegrati con tutto il cuore, sorridi con piacere.... Perché il Re di Israele, il Signore, proprio lui é in mezzo a te. Ti sta vicino come un eroe vincitore.
Lui é contento di te, salta (pula) e balla (dança) di allegria per te. Appassionato (apaxionado) di amore per te. Lui ti rinnoverá con il suo amore.”

            Che bello l’invito a essere contenti, felici. Ma qual é il motivo? Un Dio apaxionado per me, per noi, che é in mezzo a noi. Un Dio che é contento e allegro per noi. Nemmeno noi tante volte siamo soddisfatti, contenti di noi stessi, ma Dio lo é. Scoprendo questo, accorgendoci di questo durante le nostre giornate, la felicitá arriva. Imparare a scoprire i Suoi “Ti amo”, sparpagliati lá dove noi passiamo, camminiamo, é scoprire la sua presenza. Forse abbiamo imparato a riconoscere un po’ la sua presenza, nella messa, nella nostra preghiera, al catechismo, negli incontri spirituali, ma Lui si incontra e é annunciato “normalmente”  nella nostra Vita Quotidiana. Come chi sa andare a funghi è al corrente che ci sono boschi dove i porcini si incontrano in abbondanza: ma bisogna conoscere questi luoghi. I piccoli, i poveri sono questi luoghi privilegiati per incontrare il nostro Dio.
Attenzione a dove mettiamo i piedi, quindi, potrebbe essere un luogo sacro di incontro con Dio.

Ecco tre momenti dove Dio ha voluto incontrarmi.
Sabato sera vado a trovare una famiglia. Arrivato, mi viene incontro la figlia maggiore, 13 anni. Quando entro nella casa “de taipa”, di terra, la stanza é quasi buia, dona Dominga sta seduta, alla sua vecchia macchina da cucire, facendo borse per la spesa, che lei vende al mercato (fatte con la tela di sacchi di riso che compra da alcuni commercianti). Il marito é su un letto vicino a lei malato. Solo quando entro si ferma e si mette a chiacchierare con me. Lei non mi é venuta incontro, perché deve terminare il suo lavoro prima di notte. Con questo “lavoro”, assieme a un piccolo sussidio che lo stato gli dá, deve vivere lei, il marito e i figli.
Venerdí, come al solito, sono andato in ospedale, assieme a Carolina e Silvana. Io sono andato in pediatria, e ho visitato “solo” due bambine. Una delle due, a 12 anni, é idrocefala, non parla, ha un corpo “raggomitolato”, la sua mamma subito sembra non voler parlare, ma poi si apre e mi racconta la vita di questa sua figlia. L’ha chiamata “Vittoria”, perché mi dice: “La mia bambina ha vinto tante battaglie; e nonostante i medici dicessero che non c’erano speranze di vita, lei Vive.”

“In quella regione c’erano alcuni pastori che passavano la notte nei campi, prendendosi cura del loro gregge”
            “Un angelo del Signore apparve loro ... e una grande grande luce li avvolse ....
L’angelo disse ai pastori: “Non abbiate paura, vi annuncio una grande allegria, che sarà di tutti. OGGI nella cittá di Davide, é nato per voi un Salvatore ...” (Lc. 2, 8-11)
           
 Lunedi, vado in un’altra casa, quando sono sul cancelletto, mi viene incontro Raquel, 6 anni e mi chiede la benedizione, come spesso fanno i bambini che mi incontrano. Entro e mi metto a chiacchierare con la sua mamma, che mi racconta che i bambini hanno molta fretta che arrivi il Natale. Intanto arriva un’altra volta Raquel di corsa, mi dá un bacio e con un grande sorriso mi offre un piccolo mazzo di fiori, avvolti con un cartoncino verde, con sopra scritto Feliz Natal; e mi dice che manca ancora poco a Natale. (quei fiori li ho messi vicino al presepe nella nostra cappella).
           
Manca molto poco al Natale ....
                                   Feliz Natal
                                                                       Orazio

LETTERE DI NATALE DEI MISSIONARI: Padre Claudio

Ecco di seguito la lettera di Natale di Padre Claudio Vallicella:



 Luce per illuminare le nazioni!”  
(Vangelo di Luca 2,32)

“Lumen Gentium” (“luce delle genti”) é il documento del Concilio Vaticano II che, collocando Il Signore Gesú come fonte di luce per tutti, ci mostra come la Chiesa dovrebbe essere missionaria della luce ricevuta. Gesú bambino e due giovani di nome Maria e Giuseppe sono i protagonisti non della fine del mondo ma dell’inizio di una nuova umanitá. Il piccolo Gesú riesce a trasformare la vita di questi due giovani rendendoli protagonisti non di una storia passata, ma di un presente che incide nel profondo del nostro cuore facendo crescere giorno dopo giorno quell’esperienza stupenda che si chiama fede. È bello vedere come i Vangeli ci presentano Maria e Giuseppe che prendono coscienza del nuovo e che, in mezzo a tanti problemi, diventano capaci di transformare la realtá. Nell’immagine collettiva i giovani, sia in Italia che qui in Brasile, sono visti o come assenti, o come problema, o come speranza per il futuro. Al di lá delle belle intenzioni vengono spesso lasciati fuori da tutte le istituzioni, sia pubbliche che ecclesiali, come persone “senza esperienza”, incapaci di fedeltá, responsabilitá e competenza. Le fragilitá dei giovani, pur reali, sono spesso il frutto di quel mondo di illusioni creato dagli adulti. E i giovani tante volte si lasciano persuadere. In Italia i giovani sono una minoranza, i loro voti non hanno molto valore, e sono i primi, insieme agli immigrati, a pagare il prezzo della crescente disoccupazione. Qui in Brasile i giovani sono la maggioranza ma vengono relegati ai margini di una societá che non si preoccupa seriamente, per esempio, della educazione scolastica; che non si preoccupa della violenza che ha raggiunto livelli da “sterminio di giovani”. In questi giorni di Natale mi sorge spontanea una domanda: “Come mai il bambino Gesú si è fidato dei due giovani fidanzati, Maria e Giuseppe, per trasformare la realtá di tutti i tempi?” Io invito tutti a farsi questa semplice domanda. Dalla risposta che troveremo forse potremmo scoprire che cosa vuol dire “credere”.
                                                                         
La Chiesa dell’America Latina dopo la famosa opzione preferenziale per i poveri (Medellín 1968) ha fatto anche “l’opzione preferenziale per i giovani” (Puebla 1979). Il papa Benedetto XVI parlando ai giovani Brasiliani il 10 maggio 2007 cosí diceva: “Voi giovani, non siete solo il futuro della Chiesa e dell’umanitá, quasi fosse una fuga dal presente. Al contrario: voi siete il presente giovane della Chiesa e dell’umanitá. Siete il suo volto giovane. La Chiesa ha bisogno di voi, come giovani, per manifestare al mondo il volto di Gesú Cristo, come è raffigurato nella comunitá cristiana. Senza il volto giovane, la Chiesa si presenta sfigurata.”.
La Chiesa Brasiliana con i suoi giovani si sta preparando alla Giornata Mondiale della Gioventú a Rio de Janeiro (dal 23 al 28 luglio 2013). Non vuole essere un evento tra i tanti, ma collocandosi in mezzo all’anno della Fede e continuando il cammino missionario proposto nella Chiesa dell’ America Latina nella Conferenza di Aparecida (2007) , si propone come momento incisivo e transformante della vita di una Chiesa che ha il coraggio di scommettere sui giovani per ritrovare piú autenticitá, entusiasmo missionario e fedeltá al Vangelo e alle persone del nostro tempo.
UNA CHIESA MISSIONARIA?
Il Centro Missionario di Verona sulla scia del cammino sinodale, frutto delle prospettive aperte dal Concilio Vaticano II e facendo tesoro dell’esperienza di molti missionari preti, laici e religiosi, ha individuato cinque elementi su cui lavorare e che possono dare alla Chiesa veronese un nuovo respiro:
 1. La centralità della Parola; 2. La vita comunitaria ecclesiale come priorità; 3. La valorizzazione della ministerialità; 4. Lo stile ecclesiale della corresponsabilità; 5. La carità vissuta come condivisione e solidarietà. Su questi punti i gruppi missionari e le comunitá sensibili potranno lavorare nei prossimi anni per dare un volto e un cuore piú evangelici alla Chiesa.

La Chiesa Brasiliana e la nostra diocesi di São Luis, dopo le celebrazioni dei 400 anni di annuncio del Vangelo e l’esperienza in molte parrocchie delle Sante Missioni Popolari si sta interrogando su come dare uno stile missionario permanente alla vita parrocchiale. Un campo di azione certamente saranno le visite, da parte di preti, laici e religiosi, alle persone, cercate non come destinatarie, ma come interlocutrici. Un altro campo di azione sará la decentralizzazione della parrocchia per creare una rete di comunitá con piú autonomia e quindi piú ministerialitá. Un altro campo di azione saranno quegli spazi non fisici, ma di relazioni diversificate che accadono soprattutto con i nuovi mezzi di comunicazione sociale. In questo campo di azione l’apporto dei giovani sará fondamentale. Per iniziare é importante che preti, religiosi e laici si mettano insieme per pensare, approfondire, progettare, mettere in opera e verificare tutte le azioni pastorali.

A tutti
Un Felice e Santo Natale e un Nuovo Anno ricco di fede, amore e impegno missionario!
Ciao e Grazie per la preghiera e il sostegno! Claudio Vallicella, prete fidei donum.

LETTERE DI NATALE DEI MISSIONARI: Damiano, Francesca e Isacco


Maggio 2012. Eravamo in Italia e una Parrocchia ci chiese di animare la Messa in stile brasiliano. Prima della celebrazione, abbiamo fatto presente che il segno della Pace in Brasile si fa con un abbraccio e non con la stretta di mano... Qualcuno ha storto il naso, ma, più di altri, ci è rimasta impressa la frase di una signora: «io mio marito lo abbraccio anche, ma con il mio vicino, che magari non so nemmeno chi sia, faccio più fatica!».
 
Come si può sperare in un mondo senza guerre? in città più sicure e senza violenza? Come possiamo noi augurare a voi amici un Natale di Pace, se non riusciamo neppure a dare un abbraccio al nostro compagno di banco in una Chiesa?!?

Ma noi ci crediamo! Crediamo che si può cominciare dalle piccole cose per cambiare il mondo!
E quindi... Che in questo Natale tutti noi possiamo dare e ricevere molti abbracci! E, per citare un famoso giornalista, “abbracciamoci forte e vogliamoci tanto bene”, perché non sia il solito 25 dicembre di frasi belle, di luccichii, di catene via sms o in internet, ma sia un Vero Natale di Pace!
BUONI ABBRACCI E BUON NATALE!
DAMIANO CHICCA ISACCO